G.M.G.Varsavia, anno 1933 LA PROBAZIONE PRIMA DEI VOTI PERPETUI.
Quando venni a
sapere che dovevo partire per la probazione, la gioia esplose nel mio cuore
di fronte ad una grazia così inesplicabile, quale è quella dei
voti perpetui. Andai davanti al Santissimo Sacramento e quando m immersi nella
preghiera di ringraziamento, udii nell'anima queste parole: « Bambina
Mia, tu sei la Mia delizia; tu sei il refrigerio del Mio Cuore. Ti concedo tante
grazie, quante riesci a reggerne. Ogni volta che vuoi procurarMi una gioia,
parla al mondo della Mia grande ed incommensurabile Misericordia ».
Alcune settimane prima che mi venisse annunciato che ero stata ammessa alla
probazione, un giorno che entrai un momento in cappella, Gesù mi aveva
detto: « In questo momento i Superiori annunciano quali Suore debbono
pronunciare i voti perpetui. Non tutte otterranno questa grazia, però
le escluse ne hanno esse stesse la colpa. Chi non approfitta delle piccole grazie,
non ottiene le grandi. Ma a te, bambina Mia, questa grazia è stata concessa
». Un gioioso stupore s'impadronì della mia anima e questo
perché alcuni giorni prima una suora mi aveva detto: « Lei, sorella,
non sarà ammessa alla terza probazione. Io stessa farò in modo
che lei non sia ammessa ai voti ». Non avevo risposto nulla a quella suora,
ma la cosa per me era stata molto spiacevole; però cercai, nei limiti
del possibile, di tener nascosto il mio dolore. O Gesù, com'è
mirabile il Tuo operare! Ora vedo che gli uomini da soli valgono ben poco; infatti
alla probazione sono stata ammessa, proprio come mi aveva detto Gesù.
Nella preghiera trovo sempre luce e forza per lo spirito, benché talvolta
ci siano dei momenti pesanti ed assai incresciosi, tanto che certe volte non
si riesce a comprendere come cose di questo genere possano avvenire in un convento.
Per ragioni misteriose Iddio lo permette, ma questo avviene sempre affinché
venga messa in risalto la virtù di un'anima o perché la stessa
si tempri bene. Per questo ci sono i dispiaceri. Oggi novembre 1932 sono giunta
a Varsavia per la terza probazione. Dopo un cordiale saluto con le care Madri,
sono entrata un momento nella piccola cappellina. Ad un tratto la presenza di
Dio ha investito la mia anima ed ho udito queste parole: « Figlia Mia,
desidero che il tuo cuore sia modellato secondo il Mio Cuore misericordioso.
Devi essere totalmente imbevuta della Mia Misericordia ». La cara
Madre Maestra mi domandò subito se quest'anno avevo fatto gli esercizi
spirituali. Le risposi di no. « E perciò lei deve fare prima almeno
tre giorni di esercizi spirituali ». Grazie a Dio a Walendòw c'erano
gli esercizi di Otto giorni, quindi potei approfittarne. Cominciarono però
le difficoltà quando si trattò di andare a quegli esercizi. Una
certa persona era molto contraria a questo e già non dovevo partire più.
Dopo pranzo andai in cappella per una adorazione di cinque minuti. All'improvviso
vidi Gesù che mi disse: « Figlia Mia, ti sto preparando molte
grazie, che riceverai durante gli esercizi spirituali che comincerai domani
». Risposi: « Ma, Gesù, gli esercizi sono già
cominciati e io non debbo andare ». E mi disse: « Tu preparati,
perché domani comincerai gli esercizi spirituali; e in quanto alla tua
partenza ci penso Io coi Superiori ». E all'improvviso Gesù
scomparve. Cominciai a pensare a come ciò sarebbe avvenuto. Ma dopo un
momento abbandonai ogni pensiero su ciò e dedicai quel po' di tempo alla
preghiera, chiedendo luce allo Spirito Santo, per conoscere tutta la mia miseria.
E dopo un momento uscii dalla cappella per riprendere le mie occupazioni. Poco
dopo la Madre Generale mi fa chiamare e mi dice: « Sorella, oggi stesso
lei va a Walendow con Madre Valeria, in modo che già da domani possa
cominciare gli esercizi. Si è verificata l'occasione che c'è qui
Madre Valeria, quindi partite assieme ». Dopo nemmeno due ore ero già
a Walendow. Riflettei un momento dentro di me e dovetti riconoscere che le faccende
a questo modo le poteva risolvere soltanto Gesù. Quando mi vide quella
persona, che si era così tenacemente opposta al fatto che io facessi
gli esercizi spirituali, mostrò il suo stupore e la sua irritazione.
Io però, come se niente fosse, la salutai inchinandomi cordialmente ed
andai a far visita al Signore, per avere indicazioni su come dovevo comportarmi
durante gli esercIzi spirituali. Il mio colloquio col Signore prima dell'inizio
degli esercizi. Gesù mi disse che quegli esercizi sarebbero stati un
po' diversi dagli altri. « Nel trattare con Me cerca di mantenere una
calma profonda. Eliminerò tutte le incertezze a questo riguardo. Io so
che ora sei tranquilla, mentre sto parlando con te; ma appena smetterò
di parlare, comincerai a tirar fuori i dubbi; ma sappi che rafforzerò
talmente la tua anima che, sebbene volessi metterti in agitazione, non sarà
in tuo potere. E come prova che sono Io che ti parlo, il secondo giorno degli
esercizi andrai a confessarti dal sacerdote, che tiene gli esercizi. Andrai
da lui appena terminata la meditazione e gli esporrai i tuoi dubbi, quelli che
hai riguardo a Me e Io ti risponderò con la bocca di lui ed allora finiranno
i tuoi timori. Durante questi esercizi osserva un silenzio così rigoroso,
come se attorno a te non esistesse niente. Parlerai solo con Me e col confessore;
alle Superiore chiederai soltanto le penitenze ». Mi rallegrai tanto
perché il Signore Gesù mi aveva dimostrato in tal misura la sua
benevolenza e si era abbassato fino a me. Primo giorno degli esercizi. Al mattino
cercai di essere la prima a giungere in cappella. Prima della meditazione ebbi
ancora un momento di tempo per una preghiera allo Spirito Santo ed alla Madre
SS.ma. Pregai ardentemente la Madonna perché mi ottenesse la grazia di
essere fedele a queste ispirazioni interiori e perché adempissi fedelmente
ogni volontà di Dio. Iniziai questi esercizi con uno strano coraggio.
Lotta per mantenere il silenzio. Come capita normalmente, agli esercizi vengono
suore da varie case. Una di queste suore, che non avevo visto da parecchio tempo,
venne nella mia cella e mi disse che aveva qualche cosa da comunicarmi. Non
le risposi niente ed essa si accorse che non volevo rompere il silenzio. Mi
rispose: « Non sapevo, sorella, che lei fosse un tipo tanto stravagante
», e se ne andò. Compresi che quella persona non aveva verso di
me altro interesse se non l'appagamento del suo curioso amor proprio. O Dio,
mantienimi fedele. Il Padre che predicava gli esercizi veniva dall'America.
Era venuto in Polonia per poco tempo e le circostanze fecero sì che venisse
da noi a predicare gli esercizi. Da quell'uomo emanava la sensazione di una
profonda vita interiore. Il suo aspetto rivelava grandezza d'animo; la mortificazione
ed il raccoglimento erano le caratteristiche di quel sacerdote. Tuttavia, nonostante
le grandi virtù che quel sacerdote possedeva, provavo un'enorme difficoltà
a svelargli la mia anima per quel che riguarda le grazie, poiché per
quanto riguarda i peccati è sempre facile; ma per le grazie debbo veramente
impormi un grande sforzo ed anche così non dico tutto. Tentazioni di
satana. Durante la meditazione fui stranamente presa dalla paura che quel sacerdote
non mi avrebbe capita e poi che non avrebbe avuto tempo, in modo che io gli
potessi esporre tutto. « Ma come gli parlerò di tutto questo? Se
si trattasse di Padre Bukowski mi sarebbe più facile, ma questo padre
gesuita lo vedo per la prima volta ». Allora mi venne in mente un consiglio
di Padre Bukowski, il quale mi aveva detto che, quando facevo gli esercizi spirituali,
dovevo prendere nota anche brevemente dei lumi che il Signore mi inviava e che
almeno di quello dovevo rendergli conto, pur brevemente. « O mio Dio,
un giorno e mezzo è passato così facilmente per me; ora invece
comincia la lotta per la vita e per la morte. Fra mezz'ora ci deve essere la
meditazione e poi devo andare a confessarmi. Satana mi spinge a credere che,
se i Superiori hanno detto che la mia vita interiore è un'illusione,
a che scopo chiedere ancora al confessore e affliggerlo per niente?».
« Dopo tutto te l'ha detto M. X. che Gesù non ha rapporti di quel
genere con anime così misere. La stessa cosa ti dirà il confessore.
A che scopo devi parlare di queste cose? In fin dei conti non sono peccati e
Madre X. d'altronde ti ha detto chiaro e tondo che tutti questi contatti con
Gesù sono un sogno, un puro isterismo. Perché devi parlarne con
questo confessore? Fai meglio se respingi tutto come un'illusione. Guarda quante
umiliazioni hai già dovuto subire e quante ne dovrai subire ancora e
anche le Suore lo sanno che sei un'isterica ». « O Gesù!
» gridai con tutta la forza dell'anima. Proprio in quel momento il Padre
venne per tenere la sua conferenza. Parlò brevemente, come se avesse
fretta. Terminata la conferenza, si mise in confessionale. Guardai. Nessuna
suora si alzò per andare. Mi staccai decisamente dall'inginocchiatoio
e in un attimo mi trovai davanti alla grata. Non ci fu tempo per nessuna riflessione.
Invece di parlare al Padre dei dubbi che mi erano stati insinuati in merito
ai rapporti con Gesù, cominciai a raccontare tutte le tentazioni che
sono descritte sopra. Ma il confessore si rese subito conto di tutta la mia
situazione e disse: « Lei non si fida di Gesù, perché con
lei si comporta con tanta amabilità. Ma come sarebbe, sorella? Lei deve
essere pienamente tranquilla. È Gesù il suo Maestro, sorella,
ed i rapporti di familiarità che ha con Gesù non sono un isterismo,
né un sogno, né un'illusione. Sappia, sorella, che è sulla
buona strada. Sia fedele a queste grazie: non le è permesso sfuggirle.
Non è necessario che lei parli di queste grazie interiori con le Superiore,
se non per un ordine preciso di Gesù e prenda prima accordi col confessore.
Ma se Gesù richiede qualche cosa che è o deve avvenire all'esterno,
in tal caso, dopo aver preso accordi col confessore, lei deve fare quello che
Gesù chiede, dovesse costarle qualunque prezzo. Ma d'altra parte lei,
sorella, deve parlare di tutto col confessore. Non c'è assolutamente
un'altra via per lei. Preghi, sorella, per ottenere un direttore spirituale,
poiché diversamente sprecherebbe questi grandi doni di Dio. Le ripeto
ancora una volta di stare tranquilla; lei è sulla buona strada. Non badare
a niente, ma essere sempre fedele al Signore Gesù, nonostante ciò
che può dire di lei questo o quello. Proprio con tali anime misere il
Signore Gesù intrattiene rapporti di familiarità e più
lei si umilierà e più il Signore Gesù si unirà a
lei». Quando mi allontanai dalla grata, una gioia inconcepibile aveva
inondato la mia anima, tanto che mi isolai in un posto appartato dell'orto,
per nascondermi di fronte alle suore e permettere al mio cuore di sfogarsi liberamente
con Dio. La presenza di Dio mi investi da parte a parte e in un attimo tutto
il mio nulla s'immerse in Dio e in quell'attimo sentii, cioè distinsi
le tre Persone Divine che abitavano in me ed avevo nell'anima una pace così
grande, che io stessa mi stupii per il fatto che m'era stato possibile essere
inquieta nel passato.
Proposito. Fedeltà alle ispirazioni interiori, qualunque cosa possa costarmi.
Non far nulla da sola senza un accordo preventivo col confessore.
Rinnovazione dei voti. Fin dal primo mattino, da quando mi sono svegliata, il
mio spirito è sprofondato interamente in Dio, in un oceano d'amore. Sentivo
che ero completamente immersa in Lui. Durante la S. Messa il mio amore per Lui
ha raggiunto una grande intensità. Dopo la rinnovazione dei voti e la
S. Comunione ad un tratto ho visto Gesù, che mi ha detto amabilmente:
« Figlia Mia, guarda il Mio Cuore misericordioso ». Quando
guardai quel Cuore SS.mo uscirono gli stessi raggi che sono nell'immagine, come
sangue e acqua e compresi quanto è grande la Misericordia del Signore.
E di nuovo Gesù mi disse amabilmente: « Figlia Mia, parla ai
Sacerdoti della Mia insondabile Misericordia. Le fiamme della Misericordia Mi
bruciano: voglio riversarle sulle anime ma le anime non vogliono credere alla
Mia bontà ». All'improvviso Gesù spari. Ma per tutta
la giornata il mio spirito fu immerso nella sensibile presenza di Dio, nonostante
il chiasso e le conversazioni, che seguono di solito dopo gli esercizi spirituali.
La cosa però non mi disturbò affatto. il mio spirito era immerso
in Dio, nonostante che all'esterno prendessi parte alle conversazioni è
andassi perfino a visitare Derdy. Oggi cominciamo la terza probazione. Ci siamo
riunite tutte e tre presso Madre Margherita, poiché le altre Suore la
terza probazione l'hanno iniziata nel noviziato. Madre Margherita ha cominciato
con una preghiera, ha spiegato in che cosa consiste la terza probazione ed ha
ricordato quanto è grande la grazia dei voti perpetui. Tutto ad un tratto
diedi in un pianto dirotto. In un momento mi erano apparse davanti agli occhi
dell'anima tutte le grazie del Signore e mi ero vista tanto misera ed ingrata
di fronte a Dio. Le consorelle cominciarono a rimproverarmi: « Perché
s'è messa a piangere a quel modo? ». Ma la Madre Maestra mi difese
e disse che non se ne meravigliava. Terminata l'ora, andai davanti al SS.mo
Sacramento e, come la più grande miseria e nullità, Lo pregai
di aver misericordia e di degnarsi di guarire e purificare la mia povera anima.
D'un tratto udii queste parole: « Figlia Mia, tutte le tue miserie
sono state bruciate nel fuoco del Mio amore, come una pagliuzza gettata in un
immenso incendio. E con questo umiliarti attiri su di te e su altre anime tutto
il mare della mia Misericordia » . E risposi: « Gesù,
plasma il mio povero cuore secondo il Tuo Divino compiacimento». Per tutto
il periodo della probazione il mio compito fu quello di aiutare la Suora responsabile
del guardaroba. Questo compito mi fornì molte occasioni di esercitarmi
nelle virtù. Talvolta andai per tre volte di seguito a portare la biancheria
a certe Suore e non fu sufficiente per accontentarle. Ma ebbi modo di conoscere
anche la grande virtù di alcune Suore, che chiedevano sempre di dar loro
I quello che c'era di più scadente nel guardaroba. Ho avuto modo di ammirare
il loro spirito di umiltà e mortificazione.
Durante l'Avvento si risvegliò nella mia anima un grande desiderio di
Dio. Il mio spirito anelava a Dio con tutta la forza del suo essere. In quel
tempo il Signore mi elargì molta luce per farmi conoscere i Suoi attributi.
Il primo attributo che il Signore mi fece conoscere è la Sua Santità.
Tale Santità è così grande, che davanti a Lui tremano tutte
le Potenze e le Virtù. I puri spiriti nascondono il volto e si sprofondano
in una incessante adorazione. E l'unica espressione della loro adorazione senza
limiti è: « Santo... ». La Santità di Dio è
distribuita sulla Chiesa e su ogni suo membro, ma non in uguale misura. Ci sono
delle anime completamente divinizzate, ma ci sono anche anime che vivono a malapena.
Il secondo attributo che il Signore mi fece conoscere è la Sua Giustizia.
La Sua Giustizia è così grande e penetrante che raggiunge fino
in fondo l'essenza delle cose e tutto davanti a Lui è nella sua nuda
realtà e nulla potrebbe continuare a sussistere. Il terzo attributo è
l'Amore e la Misericordia. E compresi che l'Amore e la Misericordia è
[sic!] l'attributo più grande. Esso unisce la creatura al Creatore. L'amore
più grande e l'abisso della Misericordia li riconosco nell'Incarnazione
del Verbo, nella Redenzione da Lui operata. E da ciò compresi che questo
attributo è il più grande in Dio. Oggi ho riassettato la camera
di una Suora. Nonostante che mi fossi impegnata a riordinarla con la massima
cura, quella persona per tutto il tempo che ho impiegato a pulire, mi è
venuta appresso e diceva: « Qui c'è un po' di polvere, là
c'è una macchiolina sul pavimento ». Ad ogni suo cenno sono passata
e ripassata anche dieci volte nello stesso punto, pur di accontentarla. Non
è il lavoro che stanca, ma le chiacchiere e le pretese oltre ogni ragionevole
misura. E non le è bastato il martirio a cui mi ha sottoposta per tutto
il giorno, ma è andata anche a lamentarsi dalla Madre Maestra: «
Non le dico, Madre, che sorta di suora è, sbadata, non si sbriga mai!
». Il giorno dopo, senza una parola di spiegazione, andai a fare lo stesso
lavoro. Quando mi prese nelle sue spire, pensai fra me: « Gesù,
si può essere martiri silenziosi. Le forze vengono a mancare non per
il lavoro, ma per questo continuo martirio». Ho capito che certe persone
hanno il dono particolare di tormentare le altre. Le tengono sotto pressione
a più non posso. Povera quell'anima che capita sotto di loro. Non conta
nulla; anche le cose migliori vengono giudicate a rovescio.
Oggi
mi sono unita strettamente alla Madonna; ho vissuto i Suoi momenti intimi. Verso
sera, prima che fosse spezzato l'« oplatek », sono entrata in cappella
per scambiarlo spiritualmente con le persone care ed ho pregato la Madonna perché
conceda loro le grazie. Il mio spirito era immerso totalmente in Dio. Durante
la S. Messa di mezzanotte nell'Ostia ho visto Gesù Bambino; il mio spirito
si è immerso in Lui. Benché fosse un bambinetto, la Sua maestà
è penetrata nella mia anima. Mi ha colpita profondamente questo mistero:
questo grande umiliarsi di Dio; questo Suo inconcepibile annientamento. Per
tutta la durata delle festività questo mi è rimasto vivamente
impresso nell'anima. Oh! noi non riusciremo mai a comprendere questo grande
abbassarsi di Dio! Quanto più medito su questo... [Qui la frase è
rimasta interrotta]. Una mattina, dopo la S. Comunione, udii questa voce: «
Voglio che tu Mi faccia compagnia, quando vado dalle ammalate ». Risposi
che ero d'accordo, ma dopo aver riflettuto un momento, dissi fra di me: «
Come posso farlo, dato che le suore del secondo coro non vanno mai a far compagnia
al Santissimo Sacramento, ma ci vanno sempre le suore Direttrici? ». Pensai
però che Gesù avrebbe provveduto. Dopo pochi minuti venne a cercarmi
Madre Raffaella e mi disse: « Lei, Sorella, andrà ad accompagnare
Gesù, quando il Sacerdote va dalle ammalate ». E per tutto il tempo
della probazione andai sempre, con la candela, a far compagnia al Signore e,
in qualità di cavaliere di Gesù, procurai di cingermi sempre con
una piccola cintura di ferro, dato che non sarebbe stato indicato andare vestita
come al solito a fianco del Re. E quella mortificazione l'offrii per gli ammalati.
L'Ora Santa. Durante quest'ora cercai di meditare la Passione del Signore. Tuttavia
la mia anima era colma di gioia ed all'improvviso vidi Gesù Bambino.
Ma la Sua maestà penetrò in me e dissi: « Gesù, Tu
sei così piccolo, ma io so che Tu sei il mio Creatore e Signore ».
E Gesù mi rispose: « Lo sono, e perciò ho rapporti d'intimità
con te come un Bambino, per insegnarti l'umiltà e la semplicità
». Tutte le sofferenze e le difficoltà le offrivo a Gesù
come un omaggio floreale per il nostro giorno dello sposalizio perpetuo. Nulla
mi era difficile, quando pensavo che lo facevo per il mio Sposo, come dimostrazione
d'amore per Lui.
il mio raccoglimento con Gesù. Cercavo di mantenere un profondo raccoglimento
per amore di Gesù. In mezzo al più grande frastuono, Gesù
mi trovava sempre raccolta nel mio cuore, sebbene ciò talvolta mi costasse
molto. Ma per Gesù cosa mai può essere troppo grande, per Colui
che amo con tutte le forze della mia anima?
Oggi Gesù mi ha detto: « Desidero che tu conosca più
a fondo l'amore di cui arde il Mio Cuore verso le anime e lo comprenderai quando
mediterai la Mia Passione. Invoca la Mia Misericordia per i peccatori; desidero
la loro salvezza. Quando reciterai questa preghiera con cuore pentito e con
fede per qualche peccatore, gli concederò la grazia della conversione
». La breve preghiera è la seguente: « O Sangue
e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di Misericordia
per noi, confido in Te ». Negli ultimi giorni di carnevale, quando
facevo l'ora santa, vidi Gesù mentre veniva flagellato. Che supplizio
inimmaginabile! Come soffrì tremendamente Gesù per la flagellazione!
O poveri peccatori, come v'incontrerete nel giorno del giudizio con quel Gesù,
che ora torturate a quel modo? Il Suo Sangue colava per terra e in alcuni punti
cominciava a staccarsi anche la carne. Sulla schiena ho visto alcune Sue ossa
scarnificate. Gesù mite emetteva flebili lamenti e sospiri. Una volta
Gesù mi fece conoscere quanto Gli è cara l'anima che osserva fedelmente
la regola. L'anima ottiene maggior ricompensa per l'osservanza della regola
che per le penitenze e le grandi mortificazioni. Se esse sono state intraprese
al di fuori dell'ambito della regola, ricevono anch'esse la loro ricompensa,
ma non superiore a quella della regola. Durante un'adorazione il Signore mi
chiese di offrirmi come vittima per una sofferenza, che doveva servire di riparazione
nella causa di Dio, non solo in generale per i peccati del mondo, ma in particolare
per le mancanze commesse in questa casa. Dissi subito che andava bene, che ero
pronta. Gesù però mi fece conoscere quello che dovevo soffrire
e in un momento mi si presentarono e passarono man mano davanti agli occhi dell'anima
tutti i patimenti. Prima di tutto le mie intenzioni non sarebbero state riconosciute,
poi sospetti vari e diffidenze, umiliazioni e contrarietà di vario genere;
ma non sto ad elencare tutto. Davanti agli occhi della mia anima si presentarono
tutte, come una cupa tempesta, dalla quale da un momento all'altro debbono cominciare
a sprigionarsi i fulmini. Attendono solo il mio consenso. Per un momento la
mia natura rimase spaventata. Ad un tratto suonò la campanella per il
pranzo. Uscii dalla cappella tremante ed indecisa. Ma quel sacrificio mi stava
continuamente davanti agli occhi, dato che non mi ero decisa né ad accettano,
né avevo detto di no al Signore. Volevo rimettermi alla Sua volontà.
Se il Signore stesso me lo assegnava, ero pronta ad accettarlo. Ma il Signore
fece capire che ero io a dover essere spontaneamente d'accordo ed accettano
pienamente consapevole, poiché diversamente in questo caso non avrebbe
avuto alcun significato. Tutto il suo valore consisteva nel mio atto volontario
di fronte a Lui. Ma nello stesso tempo il Signore mi fece conoscere che dipendeva
da me: potevo farlo, ma potevo anche non farlo. Ed allora risposi: « Gesù,
accetto tutto, qualunque cosa Tu voglia mandarmi; confido nella Tua bontà
». In un attimo mi resi conto che con quell'atto avevo reso un grande
onore a Dio. Però mi armai di pazienza. Appena uscIi dalla cappella mi
imbattei subito nella realtà. Non intendo scendere nei particolari; basta
dire che ce ne fu quanto ne potei sopportare. Una goccia di più e non
ce l'avrei fatta.
Una mattina udii nell'anima queste parole: «Va' dalla Madre Generale
e dille che la tal cosa in quella data casa non mi piace ». Non posso
dire di che cosa si trattasse, né di quale casa; ma alla Madre Generale
lo dissi, sebbene mi costasse molto. Una volta accettai di subire la spaventosa
tentazione, da cui era tormentata una delle nostre educande nella casa di Varsavia.
Era la tentazione del suicidio. Soffrii per sette giorni. Dopo sette giorni
Gesù le concesse la grazia e da quel momento anch'io cessai di soffrire.
Questa è una sofferenza grande. Prendo spesso su di me i travagli delle
nostre allieve. Gesù me lo permette e lo permettono anche i confessori.
Il mio cuore è la dimora stabile di Gesù. All'infuori di Gesù
nessun altro vi ha accesso. Da Gesù attingo la forza per lottare contro
tutte le difficoltà e contrarietà. Desidero trasformarmi in Gesù,
per potermi dedicare perfettamente alle anime. Senza Gesù non mi avvicinerei
alle anime, perché so quello che sono in me stessa. Assorbo Iddio dentro
di me, per poterLo dare alle anime.
27.111.33. Desidero stancarmi, lavorare, annientarmi per la nostra opera di
salvezza delle anime immortali. Non importa se questi sforzi abbrevieranno la
mia vita, dato che essa non appartiene più a me, ma è proprietà
della congregazione. Con la fedeltà alla congregazione desidero essere
utile a tutta la Chiesa. O Gesù, oggi la mia anima è come offuscata
dalla sofferenza. Nemmeno un raggio di luce. La tempesta infuria e Gesù
dorme. O mio Maestro, non Ti sveglierò, non interromperò il Tuo
dolce sonno. Io credo che Tu mi stia fortificando, senza che io me ne accorga.
Vi sono ore intere in cui Ti adoro, o Pane vivo, in una grande aridità
di spinto. O Gesù, l'amore puro non ha bisogno di consolazioni: si nutre
della Tua volontà. O mio Sovrano, la Tua volontà è lo scopo
della mia esistenza. Mi sembra che tutto il mondo sia al mio servizio e che
dipenda da me. Tu, o Signore, comprendi la mia anima in tutte le sue aspirazioni.
O Gesù, quando io stessa non posso cantarTi l'inno dell'amore, ammiro
il canto dei Serafini, tanto amati da Te. Desidero, come fanno essi, immergermi
in Te. Ad un simile amore nulla porrà un argine, poiché nessuna
forza ha potere su di lui. Esso è simile al fulmine che illumina l'oscurità,
ma non rimane in essa. O mio Maestro, plasma Tu stesso la mia anima secondo
la Tua volontà ed i Tuoi eterni intendimenti. Una certa persona si è
quasi assunta il compito di esercitarmi in vari modi nella virtù. Un
giorno mi prese nel corridoio e cominciò col dire che non aveva l'autorità
per farmi osservazioni, ma mi ordinò di fermarmi per mezz'ora in piedi
nel corridoio di fronte alla piccola cappellina e di attendere la Madre Superiora
ed al suo ritorno, dopo la fine della ricreazione, di accusarmi di svariate
cose, che essa mi elencò, perché me ne accusassi. Benché
non ne avessi nell'anima la minima idea, tuttavia ubbidii ed attesi per mezz'ora
la Superiora. Ogni Suora che passava vicino a me, mi guardava ridendo. Quando
mi accusai di fronte alla Madre Superiora, essa mi mandò dal confessore.
Appena cominciai a confessarmi, quel Sacerdote s'accorse subito che c'era qualche
cosa che non proveniva dalla mia anima e che io non avevo la più pallida
idea di quelle cose e si meravigliò che quella persona avesse potuto
giungere a dare un ordine simile. O Chiesa di Dio, tu sei la migliore delle
madri. Tu sola sai educare e far crescere le anime. Oh! quanto amore e quanta
venerazione ho per la Chiesa, per la migliore delle madri. Una volta il Signore
mi disse: « Figlia Mia, la tua fiducia ed il tuo amore intralciano
la Mia giustizia e non posso punire, perché Me lo impedisci ».
Oh! quanta forza ha un'anima piena di fiducia! Quando penso ai voti perpetui
ed a chi è Colui che desidera unirsi a me, questo pensiero m'induce a
meditare su di Lui per ore intere. Come può succedere questo? Tu sei
Dio e io una Tua creatura. Tu sei il Re immortale ed io una mendicante e la
miseria in persona. Ma ormai è tutto chiaro per me, infatti questo abisso,
Signore, lo colmano la Tua grazia e l'amore. Quest'amore colmerà l'abisso
che c'è fra Te, o Gesù, e me. O Gesù, quanto profondamente
rimane ferita un'anima quando essa cerca sempre di essere sincera ed invece
l'accusano di ipocrisia e la trattano con diffidenza. O Gesù, anche Tu
hai sofferto questo, per dare una riparazione al Padre Tuo. Desidero nascondermi
in modo che nessuna creatura conosca il mio cuore. O Gesù, solo Tu conosci
il mio cuore e lo possiedi totalmente. Nessuno conosce il nostro segreto. Con
uno sguardo ci comprendiamo a vicenda. Dal momento che ci siamo conosciuti,
sono felice. La Tua grandezza mi riempie completamente. O Gesù, quando
sono all'ultimo posto e più in basso anche delle giovani postulanti,
allora mi sento al posto adatto per me. Non sapevo che in quegli angoletti bui,
il Signore avesse collocato tanta felicità. Adesso comprendo che anche
in una prigione può erompere da un cuore puro una abbondanza d'amore
per Te. Le cose esteriori non hanno significato per un amore puro; esso supera
tutto. Né le porte di una prigione, né le porte del cielo contano
per lui. Esso giunge fino a Dio Stesso e nulla riesce ad estinguerlo. Per lui
non esistono barriere: è libero come un re ed ha ovunque ingresso libero.
La morte stessa deve piegare la testa di fronte a lui. Oggi è venuta
da me una mia sorella carnale. Quando mi ha esposto le sue intenzioni, sono
rimasta di stucco. E mai possibile? È una cara e bella anima di fronte
a Dio, ma un fitto buio è sceso su di lei e non sapeva come cavarsela.
Vedeva nero ovunque. il buon Dio l'ha affidata a me. Per due settimane ho potuto
lavorare su di lei. Ma quanti sacrifici mi è costata quell'anima, Dio
solo lo sa. Per nessun'altra anima, come per la sua, ho portato al trono di
Dio un così gran numero di sacrifici, di sofferenze e di preghiere. Sentii
d'aver costretto Dio a concederle la grazia. Quando penso a tutto questo, vedo
un vero miracolo. Mi rendo conto del grande potere che ha la preghiera d'intercessione
presso Dio. Ora, in questo tempo di Quaresima, sento la Passione del Signore
nel mio corpo; tutto ciò che ha sofferto Gesù lo vivo profondamente
nel mio cuore benché all'esterno le mie sofferenze non trapelino affatto.
Le conosce soltanto il confessore. Breve colloquio con la Madre Maestra. Quando
le domandai alcuni particolari per progredire nella vita interiore, quella santa
Madre mi rispose a tutto con molta chiarezza di argomenti. Mi disse: «
Se lei, sorella, continuerà a cooperare così con la grazia di
Dio, sarà solo ad un passo dalla stretta unione con Dio. Lei comprende
in che senso lo dico. La sua caratteristica sia la fedeltà alla grazia
del Signore. Non tutte le anime Iddio le conduce per una tale strada ».
Pasqua di Risurrezione. Oggi durante la funzione pasquale, ho visto il Signore
Gesù in un grande splendore; si è avvicinato a me e mi ha detto:
« Pace a voi, figlioli Miei! » ed ha alzato la mano ed ha
benedetto. Le piaghe delle mani, dei piedi e del costato non erano cancellate
ma risplendenti. Poi mi guardò con tanta amabilità ed amore che
la mia anima s'immerse totalmente in Lui e mi disse: « Hai preso tanta
parte alla Mia Passione, per questo avrai tanta parte alla Mia gloria ed alla
Mia gioia». Tutta la funzione pasquale mi sembrò che durasse
un solo minuto. Un misterioso raccoglimento s'impossessò della mia anima
e continuò finché durarono le feste. L'amabilità di Gesù
è così grande, che non è possibile descriverla. Il giorno
seguente, dopo la S. Comunione, udii questa voce: « Figlia Mia, guarda
l'abisso della Mia Misericordia e rendi onore e gloria a questa Mia Misericordia
e fallo in questo modo: riunisci tutti i peccatori del mondo intero ed immergili
nell'abisso della Mia Misericordia. Desidero darMi alle anime. Desidero le anime,
figlia Mia. Nel giorno della Mia festa, nella festa della Misericordia,attraverserai
il mondo intero e condurrai le anime avvilite alla sorgente della Mia Misericordia,
lo le guarirò e le fortificherò ». Oggi ho pregato per
un anima agonizzante, che stava morendo senza i santi sacramenti, benché
li avesse ardentemente desiderati. Ma ormai era troppo tardi. Si tratta di una
mia parente, la moglie di uno zio paterno. Era un'anima cara a Dio. In quel
momento non ci fu distanza per noi. O voi, piccoli, insignificanti sacrifici
quotidiani, siete per me come i fiori di campo che spargo ai piedi dell'amato
Gesù. Talvolta queste minuzie io le paragono alle virtù eroiche,
in quanto per la loro incessante continuità esigono eroismo. Durante
le sofferenze non cerco aiuto dalle creature, ma Dio è tutto per me,
benché qualche volta mi sembri che il Signore non mi ascolti. Allora
mi armo di pazienza e di silenzio, come la colomba che non si lamenta, né
mostra dolore quando le tolgono i piccoli. Voglio volare alto nel calore stesso
del sole e non voglio ristagnare in basso tra il fumo e la nebbia. Non mi stancherò,
perché mi sono appoggiata a Te, mia Forza. Prego ardentemente il Signore
che si degni di fortificare la mia fede, affinché nella grigia vita quotidiana
non mi regoli secondo considerazioni umane, ma secondo lo spirito. Oh! come
tutto attira l'uomo verso la terra, ma una fede viva mantiene l'anima in una
sfera più alta ed assegna all'amor proprio il posto che gli spetta, cioè
l'ultimo.
Cade nuovamente una tremenda oscurità sull'anima mia. Mi sembra di essere
sotto l'influsso di illusioni. Quando sono andata a confessarmi, per attingere
luce e serenità, non le ho trovate. Il confessore mi ha fatto venire
ancora più dubbi di quanti ne avessi prima. Mi ha detto: e Non riesco
a conoscere quale potenza agisce in lei, forse Dio e forse anche lo spirito
maligno ». Quando mi sono allontanata dal confessionale, ho cominciato
a riflettere sulle sue parole. Più riflettevo, più la mia anima
sprofondava nelle tenebre. Che fare, Gesù? Quando Gesù mi si avvicinava
amabilmente, io avevo paura. Sei veramente Tu, Gesù? Da un lato mi attira
l'amore, dall'altro mi allontana la paura. Che tormento! Non riesco a descriverlo.
Quando andai a confessarmi di nuovo, ricevetti questa risposta: Sorella, io
non la capisco; è meglio che lei non si confessi da me. Dio mio, io debbo
farmi tanta violenza per riuscire a dire qualche cosa della mia vita interiore
ed ecco la risposta che ne ottengo: « Sorella, io non la capisco».
Quando ripartii dal confessionale, fui assalita da innumerevoli tormenti. Andai
davanti al SS.mo Sacramento e dissi: « Gesù, salvami! Vedi bene
che sono debole ». Ad un tratto udii queste parole: « Durante
gli esercizi spirituali prima dei voti ti darò un aiuto ». Rinfrancata
da queste parole, presi ad andare avanti senza domandare consigli a nessuno.
Però avevo una tale mancanza di fiducia verso me stessa, che decisi una
volta per sempre di farla finita con questi dubbi. Per questo attendevo con
ansia gli esercizi spirituali, che dovevano precedere i voti perpetui. Fin da
alcuni giorni prima pregai senza posa il Signore perché concedesse lumi
al sacerdote che mi doveva confessare, affinché finalmente decidesse
in maniera categorica, si o no e già pensavo fra me: starò tranquilla
una volta per tutte. Ma mi amareggiavo dubitando che qualcuno volesse ascoltare
tutte quelle cose. Decisi tuttavia di non pensarci affatto e di aver fiducia
nel Signore. Mi risuonavano all'orecchio quelle parole: « durante gli
esercizi spirituali ». È già tutto pronto. Domattina
dobbiamo andare a Cracovia per gli esercizi. Oggi sono andata in cappella a
ringraziare Dio per le innumerevoli grazie, che mi ha concesso durante questi
cinque mesi. Il mio cuore era profondamente commosso di fronte a tante grazie
ed all'amorevole interessamento delle Superiore. « Figlia Mia, sta' tranquilla.
Prendo su di Me tutte le questioni. Le risolverò Io Stesso con le Superiore
e col confessore. Parla con Padre Andrasz con la stessa semplicità e
fiducia con la quale parli con Me ». Oggi 18.IV.1933 siamo arrivate a
Cracovia. Che gioia trovarmi di nuovo qui, dove ho imparato a fare i primi passi
nella vita spirituale. La cara Madre Maestra sempre la stessa, gioiosa e piena
d'amore per il prossimo. Sono entrata un momento in cappella. La gioia mi ha
inondato l'anima. Mi è venuto in mente in un istante tutto un mare di
grazie, che ho ricevuto qui quand'ero novizia. Ed oggi ci siamo riunite tutte
per andare per un ora in noviziato. Madre Maestra, Madre Giuseppina, ci ha rivolto
alcune parole ed ha predisposto lo svolgimento degli esercizi. Quando ci ha
detto quelle poche parole, mi è venuto davanti agli occhi il gran bene
che quella cara Madre ci ha fatto. Ho sentito nell'anima una grande riconoscenza
verso di lei. Una certa pena mi ha stretto il cuore al pensiero che sono qui
in noviziato per l'ultima volta. Ormai debbo lottare con Gesù, lavorare
con Gesù, soffrire con Gesù, in una parola, vivere e morire con
Gesù. Non ci sarà più la Maestra a seguirmi passo passo,
ad istruirmi, a mettermi in guardia, ad ammonirmi, ad incoraggiarmi, a riprendermi.
Da sola sento una strana paura. Gesù, pensa Tu a qualcosa per questo.
Per la verità avrò comunque una Superiora, ma d'ora in poi mi
sentirò più sola.
Cracovia, 2ì.IV.1933
Esercizi spirituali di otto giorni prima dei voti perpetui. Oggi incomincio
gli esercizi spirituali. Gesù, o mio Maestro, guidami Tu; disponi di
me secondo la Tua volontà. Purifica il mio amore, affinché sia
degno di Te. Fa' di me quello che desidera il Tuo Misericordiosissimo Cuore.
O Gesù, in questi giorni saremo faccia a faccia fino al momento della
nostra unione. Mantienimi, Gesù, nel raccoglimento dello spirito. Verso
sera il Signore mi disse: « Figlia Mia, nulla ti spaventi, né
ti turbi. Conserva una profonda tranquillità. È tutto nelle Mie
mani. Ti farò comprendere tutto per bocca di Padre Andrasz. Sii come
una bambina davanti a lui ». Un momento davanti al Santissimo Sacramento.
O Signore e mio eterno Creatore, come potrò ringraziarTi per questa grande
grazia, per esserTi degnato di scegliere me miserabile come Tua sposa, unendomi
a Te con un vincolo eterno? Amabilissimo Tesoro del mio cuore, Ti offro tutti
gli arti di adorazione e di ringraziamento delle anime sante, di tutti i cori
angelici e soprattutto in unione con la Madre Tua. O Maria, Madre mia, Ti prego
umilmente, copri la mia anima col Tuo manto verginale in questo momento così
importante della mia vita, in modo che io sia più gradita al Figlio Tuo
e possa degnamente esaltare la Sua Misericordia davanti al mondo intero e per
tutta l'eternità. Oggi non sono riuscita a comprendere la meditazione.
il mio spirito era mirabilmente immerso in Dio. Nonostante l'impegno non sono
riuscita a pensare a quello che diceva il predicatore degli esercizi. Spesso
non sono in grado di pensare secondo determinati schemi; il mio spirito è
col Signore e questa è la mia meditazione. Alcune parole del mio incontro
con la Madre Maestra Maria Giuseppina. Mi ha chiarito molte cose e mi ha tranquillizzato
riguardo alla vita interiore assicurandomi che sono sulla buona strada. Ho ringraziato
il Signore Gesù per questa grande grazia, poiché essa è
stata la prima fra le Superiore a non procurarmi dubbi a questo riguardo. Oh!
quanto infinitamente buono è Dio! O Ostia viva, unica mia forza, sorgente
d'amore e di misericordia, abbraccia il mondo intero; fortifica le anime che
stanno cedendo. Benedetto l'istante ed il momento nel quale Gesù ci lasciò
il Suo misericordiosissimo Cuore! Soffrire senza lamentarsi, consolare gli altri,
e le proprie sofferenze immergerle nel dolcissimo Cuore di Gesù. Tutti
i momenti liberi dagli impegni li passerò ai piedi del SS.mo Sacramento.
Al piedi del Signore cercherò luce, conforto e forza. Mostrerò
incessantemente riconoscenza verso Dio per la grande Misericordia che ha avuto
verso di me, non dimenticando mai i benefici che mi ha elargito e specialmente
la grazia della vocazione. Mi nasconderò tra le suore come una modesta
violetta tra i gigli. Voglio fiorire per il mio Creatore e Signore. Dimenticare
me stessa, annientarmi completamente a favore delle anime immortali: questa
è una delizia per me!
ALCUNI MIEI PROPONlMENTI.
Per quanto concerne
la santa confessione, sceglierò sempre ciò che mi umilia e mi
costa dl più. Talvolta un inezia costa più che non qualcosa di
più grande. Prima di ogni confessione ricorderò la Passione del
Signore e con ciò risveglierò la contrizione del cuore. In quanto
ciò è possibile con la grazia di Dio, mi eserciterò sempre
nel dolore perfetto. A tale contrizione dedicherò un maggior spazio di
tempo. Prima di accostarmi alla grata, entrerò nel Cuore aperto e misericordiosissimo
del Salvatore. Quando mi allontanerò dalla grata, risveglierò
nella mia anima una grande riconoscenza verso la S. Trinità per lo straordinario
ed inconcepibile miracolo di Misericordia che avviene nell'anima e quanto più
la mia anima è miserabile, tanto più sento che l'oceano della
Misericordia di Dio mi inghiotte e mi dà tanta forza e potenza. Le regole
che trasgredisco più spesso sono: talvolta interrompo il silenzio; non
ubbidisco alla voce della campanella; m'intrometto nei lavori affidati ad altre.
Cercherò col più grande impegno di correggermi. Evitare le consorelle
che mormorano e, se non è possibile evitarle, per lo meno tacere in presenza
di una mormoratrice, facendo comprendere quanto è penoso per noi ascoltare
cose simili. Non badare a considerazioni umane, ma tener conto della propria
coscienza, che ce ne dà testimonianza. Prendere Iddio a testimone di
ogni azione. Comportarmi così ora e risolvere ogni mia questione, come
vorrei comportarmi e risolverla in punto di morte. Per questo in ogni questione
tener sempre presente Iddio. Evitare i permessi presunti. Raccontare di sé
alle Superiore anche le piccole cose, scendendo per quanto possibile ai particolari.
Fedeltà nelle pratiche di pietà; non chiedere con facilità
esenzioni da pratiche di pietà. Tacere fuorché in ricreazione.
Evitare gli scherzi e le parole spiritose che tendono a mettere in ridicolo
altri ed a far rompere il silenzio. Stimare enormemente le più piccole
prescrizioni. Non lasciarsi travolgere dalla frenesia del lavoro; interrompere
un momento per guardare verso il cielo. Parlare poco con gli uomini, ma molto
con Dio. Evitare la familiarità. Badare poco a chi è con me e
chi contro di me. Non confidare le proprie vicissitudini. Sul lavoro evitare
di prendere accordi ad alta voce. Nelle sofferenze conservare la serenità
e l'equilibrio. Nei momenti difficili rifugiarsi nelle Piaghe di Gesù;
nelle Piaghe di Gesù cercare conforto, sollievo, luce e forza.
Nelle prove procurerò di vedere l'amorevole mano di Dio. Nulla di così
costante come la sofferenza; essa tiene sempre fedelmente compagnia all'anima.
O Gesù, nell'amore verso di Te non mi farò sorpassare da nessuno.
O Gesù nascosto nel SS.mo Sacramento, vedi che oggi esco dal noviziato
per emettere i voti perpetui. Gesù, Tu conosci la mia debolezza e la
mia pochezza e pertanto da oggi in modo particolarissimo passo al Tuo noviziato;
continuo ad essere novizia, ma novizia Tua, o Gesù, e Tu sarai il mio
Maestro - fino all'ultimo giorno della mia vita. Verrò ogni giorno ai
Tuoi piedi a lezione da Te. Non intraprenderò da sola la più piccola
cosa senza aver prima consultato Te, come mio Maestro. O Gesù, sono tanto
contenta che Tu stesso mi abbia attirata ed accolta nel Tuo noviziato, cioè
nel Tabernacolo. Pronunciando i voti perpetui non divento affatto una perfetta
religiosa. Oh! no, no. Continuo ad essere una piccola e debole novizia di Gesù
e cercherò di tendere alla perfezione come nei primi giorni di noviziato,
procurando di avere la disposizione d'animo che avevo il primo giorno, in cui
si aprì per me la porta del convento. Con la fiducia e la semplicità
di un piccolo bimbo, mi affido a Te oggi, Signore Gesù, mio Maestro.
Lascio a Te la completa libertà di guidare l'anima mia. Guidami per le
strade che Tu vuoi; io non voglio conoscerle. Io verrò fiduciosa dietro
a Te. il Tuo Cuore misericordioso può tutto. La piccola Novizia di Gesù,
Sr. Faustina.
Fin dall'inizio degli esercizi spirituali Gesù mi aveva detto: «
In questi esercizi spirituali sarò Io Stesso a dirigere la tua anima.
Voglio confermarti nella tranquillità e nell'amore » . E così
trascorsero per me i primi giorni. Il quarto giorno cominciò a tormentarmi
una tale inquietudine: « Non mi trovo forse in uno stato di falsa tranquillità?
». D'un tratto udii queste parole: « Figlia Mia, immaginati
di essere la regina di tutta la terra e di avere la possibilità di disporre
di tutto come ti pare, di avere ogni possibilità di fare del bene come
ti piace ed ecco che bussa alla tua porta un bambino molto piccolo, tutto tremante,
con le lacrime agli occhi, ma con tanta fiducia nella tua bontà e ti
chiede un pezzo di pane per non morire di fame. Come ti comporteresti con questo
bambino? Rispondi a Me, figlia Mia ». E dissi: « Gesù,
gli darei tutto quello che chiede, ma anche mille volte di più! ».
Ed il Signore mi disse: « Così Io Mi comporto nei confronti
della Tua anima. Durante questi esercizi spirituali non solo ti darò
la tranquillità, ma anche una tale disposizione d'animo, che tu non potrai
essere inquieta nemmeno se lo vorrai. Il Mio amore ha preso possesso della tua
anima e voglio che si fortifichi in essa. Accosta il tuo orecchio al Mio Cuore
e dimentica tutto e medita sulla Mia insondabile Misericordia. Il Mio amore
ti darà la forza ed il coraggio, che ti è necessario in questi
casi ». O Gesù, Ostia viva, Tu sei mia Madre. Tu sei tutto
per me. Io verrò da Te, o Gesù, con semplicità e con amore,
con fede e con fiducia. Dividerò tutto con Te, come un bimbo con la madre
amata: le gioie e le sofferenze; in una parola, tutto. Quando penso a questo,
che Iddio si unisce a me per mezzo dei voti, cioè io a Lui, nessuno può
comprendere quello che prova il mio cuore. Già fin d'ora Iddio mi fa
conoscere tutta l'immensità del Suo amore, col quale mi ha amato fin
da prima dei secoli, mentre io ho cominciato ad amarlo soltanto nel tempo. Quanto
più Lo conosco, tanto più ardentemente e fortemente Lo amo e le
mie azioni sono più perfette. Tuttavia quando penso che fra qualche giorno
devo diventare una cosa sola col Signore, per mezzo dei voti perpetui, una gioia
così inconcepibile inonda la mia anima che non riesco assolutamente a
descriverla. Dalla prima volta che ho conosciuto il Signore, lo sguardo della
mia anima è sprofondato in Lui per l'eternità. Ogni volta che
il Signore si avvicina a me, e con questo avviene da parte mia una più
profonda conoscenza, l'amore nella mia anima si perfeziona sempre più.
Prima della confessione udii nell'anima queste parole: « Figlia Mia,
digli tutto e svela la tua anima di fronte a lui, come fai davanti a Me. Non
avere paura di nulla. Per la tua tranquillità metto questo Sacerdote
fra Me e la tua anima e le parole che ti risponderà sono Mie. Svelagli
le cose più segrete della tua anima. Io gli darò la luce perché
conosca la tua anima». Quando mi avvicinai alla grata, sentii nell'anima
una così grande disponibilità a parlare di tutto, che io stessa
in seguito me ne meravigliai e le sue risposte diedero alla mia anima una tranquillità
tanto profonda! Le sue parole sono state, sono e rimarranno per sempre come
colonne di fuoco, che hanno illuminato e continueranno ad illuminare la mia
anima nel tendere alla più alta santità. Le indicazioni ricevute
da Padre Andrasz le ho annotate in un'altra pagina di questo quaderno. Ultimata
la confessione, il mio spirito s'immerse in Dio e continuai a pregare per tre
ore e mi sembrò che si fosse trattato di pochi minuti. Da allora non
metto impedimenti alla grazia, che opera nella mia anima. Gesù sapeva
perché avevo paura di trattare familiarmente con Lui e non se n'è
affatto offeso. Dal momento che il Padre mi ha assicurato che non si tratta
di illusioni, ma di una grazia di Dio, cerco di essere fedele a Dio in tutto.
Ora vedo che sono pochi i sacerdoti che comprendono tutta la profondità
dell'azione di Dio nelle anime. Da allora ho le ali sciolte per il volo e desidero
volare alto nel calore stesso del sole. Il mio volo non si fermerà, finché
non riposerò in Lui per l'eternità. Se voliamo molto in alto,
tutta la caligine, la nebbia e le nuvole sono sotto i nostri piedi e tutta la
parte sensibile del nostro essere deve sottostare allo spirito. O Gesù,
desidero la salvezza delle anime, delle anime immortali. Nel sacrificio darò
sfogo al mio cuore, nel sacrificio che nessuno neanche sospetterà. Mi
annienterò e brucerò, senza che nessuno se ne accorga, nel sacro
fuoco dell'amore di Dio. La presenza di Dio mi è d'aiuto affinché
il mio sacrificio sia perfetto e puro. Oh! come sono errate le apparenze ed
i giudizi ingiusti! Oh! quante volte viene oppressa la virtù solo perché
è silenziosa! Per convivere sinceramente con persone che punzecchiano
in continuazione, è necessario un grande spirito di sacrificio. La persona
sente che sanguina, ma le ferite non si vedono. O Gesù, quante cose ci
svelerà soltanto l'ultimo giorno! Che gioia! Dei nostri sacrifici nulla
va perduto. L'ora santa. Durante quest'ora di adorazione ho conosciuto tutto
l'abisso della mia miseria. Tutto ciò che vi è in me di buono,
è Tuo, Signore, ma appunto perché sono misera e piccola ho il
diritto di contare sulla Tua infinita Misericordia. La sera. Gesù>,
domattina devo pronunciare i voti perpetui. Ho pregato il cielo e la terra ed
ho invitato tutto ciò che esiste a ringraziare Dio per questa grande
ed inconcepibile grazia. D'improvviso ho sentito le parole: « Figlia
Mia, il tuo cuore è il paradiso per Me » . Ancora un momento
per pregare e poi bisogna andar via di corsa, poiché ci mandano via da
ogni parte, dato che per la giornata di domani debbono sistemare a dovere tutto,
la cappella, il refettorio, la sala, la cucina e noi dobbiamo andare a riposare.
Ma di dormire non se ne parla. La gioia ha tolto il sonno. Pensavo: che sarà
mai il paradiso, se già qui, in questo esilio, Dio ricolma così
la mia anima? Preghiera durante la santa Messa nel giorno dei voti perpetui.
Oggi depongo il mio cuore sulla patena, nella quale è posto il Tuo Cuore,
o Gesù, ed oggi mi offro insieme a Te a Dio, Padre Tuo e mio, come vittima
d'amore e d'adorazione. Padre di Misericordia, guarda all'offerta del mio cuore,
ma attraverso la ferita del Cuore di Gesù.
L'unione con Gesù
nel giorno dei voti perpetui. O Gesù, il Tuo Cuore è da oggi mia
proprietà, ed il mio cuore è Tua proprietà esclusiva. Il
semplice ricordo del Tuo Nome, o Gesù, è una delizia per il mio
cuore. In verità non potrei vivere nemmeno un istante senza di Te, o
Gesù! Oggi la mia anima è annegata in Te, come nell'unico suo
tesoro. il mio amore non conosce impedimenti nel dare dimostrazioni d'attaccamento
al suo Diletto. Parole di Gesù durante la funzione dei voti perpetui:
« Mia Sposa, i nostri cuori sono uniti per l'eternità. Ricordati
a chi sei impegnata...». Non è possibile riferire tutto! La
mia richiesta fatta nel momento in cui mi misi con le braccia in croce sotto
il panno funebre. Pregai il Signore che mi concedesse la grazia di non offenderLo
mai, con nessun peccato, anche il più piccolo e nemmeno con un'imperfezione
volontaria e consapevole. Gesù, confido in Te! Gesù, Ti amo con
tutto il cuore! Nei momenti più difficili Tu sei mia Madre! Per amore
verso di Te, o Gesù, io oggi muoio completamente a me stessa e comincio
a vivere per la maggior gloria dei Tuo santo Nome.
O Amore, per amore, o Santissima Trinità, mi offro a Te come vittima
di adorazione, come olocausto del mio totale annientamento e con questo annientamento
di me stessa desidero lesaltazione del Tuo Nome, o Signore. Come un piccolo
bocciolo di rosa, mi getto ai Tuoi piedi, o Signore, e il profumo di questo
fiore sia noto soltanto a Te. Tre richieste nel giorno dei voti perpetui. Gesù,
io so che in questo giorno non mi negherai nulla. Prima richiesta. Gesù,
mio Sposo amatissimo, Ti prego per il trionfo della Chiesa, soprattutto nella
Russia e nella Spagna; perché benedica il S. Padre Pio XI e tutto il
clero; per ottenere la grazia della conversione dei peccatori induriti nel peccato;
per una speciale benedizione e luce, Te ne prego, Gesù, per i sacerdoti,
presso i quali mi confesserò durante la mia vita. Seconda richiesta.
Una benedizione alla nostra congregazione ed un grande fervore nella congregazione.
Benedici, o Gesù, la Madre Generale e la Madre Maestra e tutto il noviziato
e tutte le Superiore, i miei carissimi Genitori. Concedi la Tua grazia alle
nostre educande; fortificale così saldamente nella Tua grazia, in modo
che quelle che lasciano le nostre case, non Ti offendano più con nessun
peccato. O Gesù, Ti prego per la mia Patria; difendila dagli assalti
dei nemici. Terza richiesta. Gesù, Ti prego per le anime che hanno più
bisogno di preghiere. Ti prego per gli agonizzanti; sli misericordioso con loro.
Ti prego anche per la liberazione di tutte le anime dal purgatorio. O Gesù,
Ti raccomando delle persone particolari: i miei confessori; le persone che si
sono raccomandate alle mie preghiere; una certa persona - Padre Andrasz, Don
Czaputa e quel sacerdote che ho conosciuto a Wilno che dev'essere il mio confessore;
una certa anima.../ ed un certo sacerdote, un certo religioso, al quale, come
sai, Gesù, io debbo tanto, e tutte le persone che sono raccomandate alle
mie preghiere. O Gesù, Tu in questo giorno puoi fare tutto per coloro
per i quali Ti prego. Per me, Ti prego, o Signore: transustanziami completamente
in Te; conservami sempre nel santo fervore per la Tua gloria; dammi la grazia
e la forza dello Spirito per compiere in tutto la Tua santa volontà.
Ti ringrazio, o mio amatissimo Sposo, per la dignità che mi hai conferito
e specialmente per le insegne regali, che da oggi mi adornano e che nemmeno
gli Angeli hanno, e cioè la Croce, la spada e la corona di spine. Ma
soprattutto, o Gesù mio, Ti ringrazio per il Tuo Cuore: esso mi basta
per tutto! O Madre di Dio, Maria Santissima, Madre mia, Tu ora sei mia Madre
in modo particolarissimo e questo perché il Tuo amato Figlio èmio
Sposo e quindi siamo entrambi figli Tuoi. Per riguardo verso il Figlio devi
amarmi. O Maria, Madre mia amatissima, dirigi la mia vita interiore, in modo
che sia gradita al Figlio Tuo Santo, Onnipotente Iddio, in questi momenti di
tanta grazia, con la quale mi unisci a Te per l'eternità, io, piccola
nullità, con la più grande riconoscenza mi getto sotto i Tuoi
piedi, come un piccolo e sconosciuto fiorellino, il cui profumo d'amore salim
giornalmente verso il Tuo Trono. Nei momenti delle lotte e delle sofferenze,
delle tenebre e delle tempeste, della nostalgia e della tristezza, nei momenti
delle prove difficili, nei momenti in cui non sarò compresa da nessuna
creatura ed anzi sarò da tutti condannata e disprezzata, ricorderò
il giorno dei voti perpetui, il giorno di una inconcepibile grazia di Dio.
Amore del prossimo.
Primo: essere servizievole con le Suore. Secondo: non parlare degli assenti
e difendere il buon nome del prossimo. Terzo: rallegrarsi dei successi del prossimo.
O Dio, quanto desidero essere una piccola bimba. Tu sei mio Padre. Tu sai bene
quanto sono piccola e debole, perciò Ti scongiuro, tienimi presso di
Te in tutti i momenti della mia vita e specialmente nell'ora della morte. O
Gesù, io so che la Tua bontà supera la bontà della più
tenera delle madri. Per ogni umiliazione ringrazierò il Signore. Pregherò
in modo speciale per la persona, che mi ha fornito l'occasione di umiliarmi.
Mi annienterò a favore delle anime. Non badare ad alcun sacrificio, stendendomi
sotto i piedi delle Suore come un piccolo tappeto, sul quale non solo possono
camminare, ma possono anche pulirsi i piedi. il mio posto è sotto i piedi
delle consorelle. Nella vita pratica cercherò di procurarmelo in modo
che nessuno se ne accorga. Mi basta che lo veda Dio. Sono gia cominciate le
giornate grigie, della normalità quotidiana. Sono passati i momenti solenni
dei voti perpetui, ma nell'anima è rimasta tanta grazia di Dio. Sento
che sono tutta di Dio; sento che sono Sua figlia. Sento che sono totalmente
proprietà di Dio; avverto questo anche fisicamente e sensibilmente. Sono
pienamente tranquilla per tutto, poiché so che è compito dello
Sposo pensare a me. Ho dimenticato completamente me stessa. La mia fiducia è
riposta senza limiti nel Suo misericordiosissimo Cuore. Sono continuamente unita
a Lui. Avverto come se Gesù non potesse essere felice senza di me e io
senza di Lui. Benché comprenda bene che, in quanto Dio, è felice
in Se stesso e non ha bisogno assolutamente di nessuna creatura per la propria
felicità, tuttavia la Sua bontà Lo costringe a donarsi alle creature
e questo con una inconcepibile generosità. O mio Gesù, ora m'impegnerò
per l'onore e la gloria del Tuo Nome, lottando fino al giorno in cui Tu stesso
mi dirai: basta così. Ogni anima che m'hai affidato, o Gesù, cercherò
di aiutarla con la preghiera e con il sacrificio, affinché la Tua grazia
possa operare in essa. O grande innamorato delle anime, o mio Gesù, Ti
ringrazio per la grande fiducia, poiché Ti sei degnato dì affidare
queste anime alle nostre cure. Giorni di lavoro e di grigiore, per me non siete
affatto grigi, poiché ogni momento mi procura nuove grazie e la possibilità
di fare del bene.
Passando, poter
entrare in cappella; impiegare i momenti liberi dalle occupazioni nella preghiera.
Prendere, dare, prestare qualche piccola cosa. Fare una seconda colazione e
la merenda. Qualche volta non potrò partecipare alla ricreazione. Qualche
volta non potrò neppure prendere parte alle preghiere in comune. Qualche
volta non potrò partecipare alle preghiere della sera e del mattino.
Qualche volta rimanere qualche momento dopo le ventuno presso i miei impegni
e talvolta fare le pratiche di pietà dopo le ventuno. Appena ho qualche
momento di tempo scrivere o annotare qualche cosa. Parlare per telefono. Per
uscire di casa. Quando sono in città, entrare in qualche chiesa. Visitare
le Suore ammalate. Entrare nelle celle delle altre Suore in caso di necessità.
Qualche volta bere acqua al di fuori dell'orario. PICCOLE MORTIFICAZIONI.
Recitare la coroncina alla Divina Misericordia con le braccia in croce. il sabato
una parte del rosario con le braccia in croce. Talvolta una preghiera stesa
a terra in forma di croce. Il giovedì l'ora santa. Il venerdì
una mortificazione maggiore per i peccatori agonizzanti. O Gesù, amico
dei cuori oppressi dalla solitudine, Tu sei il mio rifugio. Tu sei la mia pace.
Tu sei l'unica mia salvezza. Tu sei la quiete nei momenti della lotta e nel
mare dei dubbi. Tu sei il raggio luminoso che iliumina la strada della mia vita.
Tu sei tutto per un'anima solitaria. Tu comprendi le anime, anche se non parlano.
Tu conosci le nostre debolezze e come un buon medico consoli e curi, riducendo
le sofferenze da buon intenditore. Parole del Vescovo, che si trovano nella
cerimonia dei voti perpetui delle Suore: « Accetta in mano questo cero,
in segno dì illuminazione celeste e di amore ardente ». Mentre
consegna l'anello: « Ti sposo a Gesù Cristo, Figlio dell'Eterno
Padre, che ti conservi senza macchia. Ricevi quest'anello in segno dell'eterna
alleanza che contrai con Cristo, Sposo delle vergini. Sia per te l'anello della
fedeltà, il sigillo dello Spirito Santo, in modo che tu sia chiamata
sposa di Cristo e, se l'avrai servito fedelmente, venga incoronata per l'eternità
».
O Gesù, confido in Te, confido nell'oceano della Tua Misericordia. Tu
sei per me una Madre!
Quest'anno 1933 è per me particolarmente solenne, poiché in quest'anno
del Giubileo della Passione del Signore ho pronunciato i voti perpetui. La mia
offerta sacrificale l'ho unita in modo speciale al Sacrificio dì Gesù
sulla Croce, perché divenisse in questo modo più gradita a Dio.
Ogni mia azione la compio con Gesù, per Gesù, in Gesù.
Dopo i voti perpetui sono rimasta ancora a Cracovia per tutto il mese dì
maggio, poiché la mia destinazione oscillava fra Rabka e Wilno. Una volta
che la Madre Generale mi chiese: « Come mai lei, sorella, se ne sta così
silenziosa e non si prepara per partire da nessuna parte? », risposi:
« Io voglio la pura volontà di Dio. Dove mi manda lei, cara Madre,
senza ingerenze da parte mia, li sono certa che è per me la pura volontà
dì Dio ». A questo la Madre Generale mi rispose: « Molto
bene ~. il giorno dopo la Madre Generale mi chiamò a sé e mi disse:
« Dato che lei voleva la pura volontà di Dio eccola, lei andrà
a Wilno ». Ringraziai e attesi il giorno in cui mi avrebbero detto di
partire. Però gioia e timore assieme m invasero l'anima. Sentivo che
Dio mi preparava là molte grazie, ma anche molte tribolazioni. Ad ogni
modo fino al 27 maggio rimasi a Cracovia. Dato che non avevo un lavoro fisso,
ma andavo ad aiutare nell'orto e per varie circostanze lavoravo da sola, ebbi
la possibilità per tutto il mese di fare gli esercizi spintuali secondo
il sistema dei gesuiti. Benché partecipassi alle ricreazioni comuni,
continuai gli esercizi spirituali dì S. Ignazio, durante i quali ottenni
molta luce da Dio.
Sono passati quattro giorni dai voti perpetui. Ho cercato di fare l'ora santa.
Era il primo giovedì del mese. Appena entrata in cappella, la presenza
di Dio s'impossessò di me. Sentivo chiaramente che il Signore era accanto
a me. Dopo un momento vidi il Signore tutto coperto di ferite, che mi disse:
« Vedi chi hai sposato ». Io compresi il significato dì
queste parole e risposi al Signore: « O Gesù, Ti amo maggiormente
vedendoTi così ferito ed annientato, più che se Ti vedessi nella
Tua Maestà ». Gesù mi domandò: « Perché?
». Risposi: « Una grande Maestà spaventa me che sono
piccola; sono una nullità e le Tue Piaghe mi attirano verso il Tuo Cuore
e mi parlano del Tuo grande amore per me ». Dopo questo colloquio subentrò
il silenzio. Osservai attentamente le Sue sante Piaghe e mi sentii felice soffrendo
con Lui. Soffrendo non soffrivo, perché ero felice di conoscere la profondità
del Suo amore e passò un'ora, che per me fu come un minuto.
Non giudicare mai nessuno: per gli altri avere occhi pieni d'indulgenza, per
sé occhi severi. Per ogni cosa fare riferimento a Dio ed ai miei occhi
sentirmi quella che sono, cioè la più grande miseria e nullità.
Nelle sofferenze conservare la pazienza e la serenità, sapendo che col
tempo tutto passa.
Di quello che ho vissuto nei momenti in cui ho fatto i voti perpetui, non conviene
parlare. Sono in Lui ed Egli è in me. Nel momento in cui Mons. Vescovo
mi ha messo l'anello, Iddio è penetrato in tutto il mio essere e non
sapendolo descrivere sorvolo in silenzio su quel momento. Dopo i voti perpetui
il mio rapporto intimo con Dio è tanto stretto, quanto non è stato
mai in precedenza. Sento che amo Dio e sento che Egli ama me. La mia anima dopo
aver gustato Iddio, non saprebbe vivere senza dì Lui. Per me è
più piacevole un'ora sola passata ai piedi dell'altare nella più
grande aridità di spirito, che cento anni di piaceri nel mondo. Preferisco
essere uno zimbello insignificante in convento, piuttosto che una regina nel
mondo.
Nasconderò agli occhi della gente tutto ciò che farò di
buono, in modo che Dio solo sia la mia ricompensa. Come una modesta violetta
nascosta fra l'erba, che non ferisce il piede dell'uomo che la calpesta, ma
emana profumo e, dirnenticando completamente se stessa, cerca di essere gentile
con la persona che l'ha calpestata. Per la natura umana ciò è
molto gravoso, ma la grazia dì Dio ci viene in aiuto.
Ti ringrazio, Gesù, dì questa grande grazia, perché m'hai
fatto conoscere tutto l'abisso della mia miseria; so dì essere una voragine
di nullità e se la Tua santa grazia non mi sostenesse, in un attimo sarei
annientata. Perciò con ogni battito del cuore Ti ringrazio, o Dio, per
la grande Misericordia che hai verso dì me. Domani debbo partire per
Wilno. Oggi sono andata a confessarmi da Padre Andrasz, un Sacerdote che ha
un profondo spirito di Dio, quello che mi ha sciolto le ali per poter volare
verso le altezze più inaccessibili. Mi ha tranquillizzato in tutto e
mi ha imposto di credere nella Provvidenza Divina: « Abbia fiducia ed
avanzi con coraggio! ». Dopo la confessione ho sentito in me una misteriosa
forza divina. Il Padre mi ha esortato insistentemente ad essere fedele alla
grazia di Dio ed ha detto: « Se continuerà a conservare la semplicità
e l'obbedienza, non le accadrà nulla dì male. Abbia fiducia in
Dio; è sulla buona strada e in buone mani, nelle mani dì Dio ».
La sera sono rimasta un po' più a lungo in cappella. Ho parlato col Signore
di una certa anima. Incoraggiata dalla Sua bontà ho detto: « Gesù,
mi hai dato questo Padre, che mi ha compreso per quanto riguarda queste ispirazioni
e me lo togli di nuovo. Che potrò fare io a Wilno? Non conosco nessuno,
non capisco nemmeno come parla quella gente ». Ed il Signore mi
ha detto: « Non temere, non ti lascerò sola». La mia
anima si è immersa in una preghiera di ringraziamento per tutte le grazie
che il Signore mi ha concesso per mezzo di Padre Andrasz. Tutto ad un tratto
mi è venuta in mente quella visione nella quale avevo visto un Sacerdote
fra il confessionale e l'altare. Mentre speravo di poterlo conoscere un giorno,
mi son tornate molto chiare in mente le parole, che avevo sentito allora: «
Egli ti aiuterà a fare la Mia volontà sulla terra ».
Oggi 27 maggio 1933 parto per Wilno. Quando sono uscita davanti alla casa, mi
sono girata a guardare tutto l'orto e il fabbricato; quando ho diretto lo sguardo
verso il novlziato, all'improvviso mi son venute le lacrime agli occhi. Pensavo
a tutti i benefici ed alle grazie che il Signore mi aveva concesso. Ad un tratto
inaspettatamente, presso un'aiuola, vidi il Signore che mi disse: «
Non piangere; Io sono sempre con te». La presenza di Dio, che m'investì
mentre il Signore Gesù parlava, durò per tutto il tempo del viaggio.
Avevo il permesso di fermarmi a Czestochowa. Per la prima volta vidi la Madonna
allorché mi recai, alle cinque del mattino, ad assistere allo scoprimento
dell'immagine. Rimasi là a pregare senza interruzione fino alle undici
e mi sembrava d'essere appena arrivata. La Superiora del luogo mandò
una Suora a cercarmi perché andassi a colazione e perché si preoccupava
che non facessi tardi al treno. La Madre di Dio mi disse molte cose. Affidai
a Lei i miei voti perpetui. Sentivo di essere la Sua bambina e che Lei era mia
Madre. Non mi rifiutò nulla di quello che Le chiesi.
Oggi sono già a Wilno. Il convento è costituito da casette sparse
qua e là. La cosa mi fa un effetto un po' strano, dopo i grandi edifici
di Jòzefòw. Vi sono solo diciotto suore. La casetta è piccola,
ma l'affiatamento in questa comunità è una gran cosa. Tutte le
suore mi hanno accolta molto cordialmente e ciò mi è stato di
grande incoraggiamento per affrontare le fatiche che mi attendevano. Suor Giustina
aveva perfino passato lo straccio sul pavimento per il mio arrivo.
Quando andai alla Benedizione Gesù m'illuminò sul modo di comportarmi
con certe persone. Mi strinsi con tutte forze al Cuore dolcissimo dì
Gesù, vedendo che sarei stata esposta esternamente a distrazioni, in
conseguenza del compito che ho da svolgere nell'orto e per il quale debbo avere
rapporti con persone esterne.
È giunta la settimana della confessione ed ho visto con gioia quel Sacerdote,
che avevo conosciuto prima di venire a Wilno. L'avevo conosciuto in visione.
All'improvviso sentii nell'anima queste parole: « Ecco il Mio servo
fedele; egli ti aiuterà a fare la Mia volontà qui sulla terra
». Io però non mi sono fatta conoscere da lui, come desiderava
il Signore. E per un certo tempo ho lottato con la grazia. In ogni confessione
la grazia di Dio m'investiva misteriosamente, ma io non gli svelai la mia anima
ed avevo intenzione di non confessarmi da quel Sacerdote. Dopo tale proposito
un'inquietudine tremenda s'impadronì della mia anima. Dio mi rimproverò
energicamente. Quando svelai tutta la mia anima a quel Sacerdote, Gesù
riversò sulla mia anima tutto un mare di grazie. Ora comprendo quello
che è la fedeltà ad una singola grazia e come essa attiri una
serie di altre grazie.
O mio Gesù, tienimi accanto a Te. Vedi come sono debole; da sola non
faccio nemmeno un passo avanti. Per questo, o Gesù, devi stare continuamente
con me come una madre presso un bambino debole e anche dì più.
Sono cominciate le giornate dì lavoro, di lotte e di tribolazioni. Tutto
procede secondo il ritmo di una casa religiosa. Si è sempre novizi; si
debbono imparare e conoscere molte cose, poiché, sebbene la regola sia
la stessa, ogni casa ha le sue usanze e perciò ogni cambiamento è
un piccolo noviziato.
Festa della Madre di Dio della Misericordia. Oggi ho ottenuto una grande ed incomparabile grazia, puramente interiore, per la quale ringrazierò Dio in questa vita e per tutta l'eternità... Gesù mi aveva detto che Gli sarebbe piaciuto soprattutto che meditassi la Sua dolorosa Passione. In seguito a questa meditazione molta luce si riversa sulla mia anima. Chi vuole imparare la vera umiltà, mediti la Passione di Gesù. Quando medito la Passione dì Gesù, riesco ad aver chiara la nozione di molte cose, che prima non riuscivo a capire. Io desidero essere simile a Te, o Gesù, a Te crocifisso, maltrattato, umiliato. O Gesù, imprimi nella mia anima e nel mio cuore la Tua umiltà. Ti amo, Gesù, alla follia. Amo Te annientato, come Ti descrive il profeta, che per le grandi sofferenze non riusciva a scorgere in Te l'aspetto umano. In tale stato Ti amo, Gesù, alla follia. Dio Eterno ed immenso, che cosa ha mai fatto di Te l'amore?...
11.X.33. Giovedì.
Ho cercato di fare l'ora santa ma l'ho cominciata con grande difficoltà. Una certa nostalgia cominciò a lacerarmi il cuore. La mia mente ne fu talmente offuscata che non riuscivo a comprendere nemmeno le semplici formule delle preghiere. E in questo modo passò per me un'ora dì preghiera, o meglio di lotta. Decisi di pregare un'altra ora, ma le sofferenze interiori aumentarono: una grande aridità ed un grande sconforto. Decisi di pregare per una terza ora. In questa terza ora di preghiera, che decisi di fare in ginocchio senza alcun appoggio, il mio corpo cominciò a reclamare un po di riposo. Io però non cedetti in nulla. Misi le braccia a forma di croce e senza pronunciare una parola, andai avanti così con la forza della volonta. Dopo un po' mi tolsi l'anello dal dito e chiesi a Gesù di guardare quell'anello, che è il segno della nostra unione eterna ed offrii a Gesù i sentimenti che avevo il giorno dei voti perpetui. Poco dopo sentii che il mio cuore era inondato da un'onda d'amore; all'improvviso il raccoglimento dello spirito; il silenzio dei sensi; la piesenza di Dio che investe l'anima. So questo soltanto, che ci siamo Gesù ed io. L'ho visto con lo stesso aspetto che aveva quando lo vidi qualche momento dopo i voti perpetui, mentre facevo l'ora santa. Gesù si è presentato improvvisamente davanti a me privo delle vesti, coperto di piaghe su tutto il corpo, con gli occhi inondati dì sangue e di lacrime, col volto deturpato, coperto di sputi. D'un tratto il Signore mi ha detto: «La sposa deve essere simile al suo Sposo ». Compresi queste parole fino in fondo. Qui non c'è possibilità di alcun dubbio. La mia somiglianza con Gesù deve avvenire attraverso la sofferenza e l'umiltà. «Vedi quello che ha fatto con Me l'amore per le anime degli uomini. Figlia Mia, nel tuo cuore trovo tutto quello che Mi rifiuta un così grande numero di anime. Il tuo cuore è di riposo per Me. Spesso conservo le grandi grazie verso la fine delle preghiere ». Una volta che avevo fatto una novena allo Spirito Santo riguardo al confessore, il Signore mi rispose: « Te l'ho fatto conoscere prima che i Superiori ti inviassero qui. Come ti comporterai tu col confessore, così Mi comporterò Io con te. Se gli terrai nascosta anche la più piccola delle Mie grazie, anch'Io Mi nasconderò davanti a te e rimarrai sola ». Ed io mi comportai secondo il desiderio di Dio ed una profonda pace regnò nella mia anima. Ora comprendo quanto Dio difenda i confessori, e quanto stia dalla loro parte. Un consiglio del reverendo dr. Sopocko. « Senza umiltà non possiamo piacere a Dio. Esercitati nel terzo grado dell'umilta', cioè non solo non ricorrere a spiegazioni e giustificazioni, quando ci rimproverano qualche cosa, ma rallegrarsi dell'umiliazione. Se le cose di cui mi parli, provengono veramente da Dio, prepara la tua anima a grandi sofferenze. Incontrerai disapprovazioni e persecuzioni; ti considereranno un'isterica ed una stravagante; ma Dio non ti risparmierà la Sua grazia. Le vere opere di Dio incontrano sempre difficoltà e sono contraddistinte dalla sofferenza. Se Dio vuole realizzare qualche cosa, prima o poi la realizza, nonostante le difficoltà e gli ostacoli; e tu frattanto àrmati di tanta pazienza ». Quando il reverendo dr. Sopocko andò in Terra Santa, in quel periodo confessò la comunità il padre gesuita Dabrowski. In una delle mie confessioni mi domandò se mi rendevo conto della vita superiore che c'è nella mia anima e che è ad un grado estremamente alto. Risposi di rendermene conto e di conoscere quello che avviene nel mio intimo. Alla mia risposta il Padre replicò: « Non le è lecito, sorella, distruggere quanto ha dentro l'anima, né mutarlo di sua iniziativa. Non in tutte le anime è evidente la grande felicità, che si trova nella vita interiore, la quale presso di lei, sorella, è visibile perché vi è in un grado altissimo. Stia attenta, sorella, a non sciupare queste grandi grazie di Dio, grande per loro [la frase è rimasta interrotta]. Però questo Padre in precedenza mi aveva sottoposto a molte prove. E quando gli dissi che il Signore voleva da me quelle cose, prese gioco di me e mi ordinò di andare a confessarmi alle otto di sera. E quando andai alle otto, il frate converso stava chiudendo la chiesa. E quando gli dissi di far sapere al Padre che ero venuta e che era stato il Padre a dirmi di andare a quell'ora, il buon fraticello andò ed avverii il Padre. Il Padre gli ordinò di rispondere che a quell'ora i Padri non confessano. E me ne tornai a casa senza aver fatto niente e non mi confessai più da lui, ma feci per lui un'ora di adorazione e certe mortificazioni, per impetrargli da Dio lumi per conoscere le anime. Ma quando il reverendo dr. Sopocko partì e lui lo sostitui, fui costretta ad andare a confessarmi da lui. Eppure, sebbene prima non avesse voluto riconoscerle, ora mi obbliga ad una grande fedeltà a queste ispirazioni spirituali. Talvolta Dio permette che avvenga così, ma sia lodato in ogni cosa. Occorre tuttavia una grande grazia per non vacillare.